Me ne sono accorta solo ora guardando la data del mio pc (tanto per farvi capire quanto sto a casa e come mi sembrano "diversi" tutti i giorni...) : mancano quasi 10 giorni a una delle feste più inutili inventate dall'uomo per spendere soldi: San Valentino.
Non so voi, ma io l'ho sempre odiato il 14 febbraio per alcuni motivi. I più gettonati sono: far spendere soldi inutilmente alla massa (quando due persone si amano, San Valentino è inutile) e far sentire di cacca la gente single come me. Andateci voi in giro il 14! Non vedo altro che coppiette per strada baciarsi oppure con in mano un mazzo di rose così grandi che ormai ci si tuffano dentro!
Io penso che Cupido, quando arriva il momento di colpirmi, sbagli sempre la mira. Insomma, fino a questo momento tutte le mie storie d'amore sono andate male. Ve ne faccio una piccola summa.
Storia #1
Avevo 13 anni (precoce la ragazza) quando mi innamorai di questo ragazzo che frequentava la mia stessa scuola. E uso davvero la parola "innamorata", perché mi è piaciuto fino ai 16 anni. Un giorno gli ho detto che mi piaceva e la sua risposta è stata: "Te lo so dire domani".
Il giorno dopo, che avevo un musical, ero agitatissima. Mi rispose la sera quando tornai a casa su Msn, con queste testuali parole: "Ero molto titubante, ma alla fine ho deciso che è meglio rimanere buoni amici".
No, ma ok.
Storia #2
15 anni, ragazzo conosciuto per sbaglio perché una mia amica aveva la mania di dare il mio numero di cellulare ai ragazzi che la seccavano, e il tipo in questione era uno di questi. Abbiamo cominciato a mandarci sms e a piacerci così, un sabato, ci siamo incontrati e ci siamo messi insieme.
Se solo avessi saputo cosa mi sarebbe aspettato...mi mandava messaggini ogni cinque minuti, voleva sempre essere presente senza neanche lasciare un po' di spazio per me.
Qualche giorno dopo esserci messi insieme, gli diedi il primo bacio. Credo anche il più schifoso visto che mi sbavò su una guancia e, quando tornai a casa, mi lavai più volte i denti con il dentifricio e la guancia con l'Amuchina. Lo lasciai il giorno dopo e lui cominciò a fare stalking, per ben 5 mesi.
Avevo paura di uscire di casa, vi giuro. Mi minacciava di continuo...ma per fortuna, finì tutto.
Storia #3
16 anni, sempre amico della ragazza che dava il mio numero di cellulare a ragazzi rompiballe. Mi trovai subito in sintonia con lui (fumo e bestemmie a parte) e ci baciammo al primo appuntamento. Fu un bellissimo bacio, quello lo ammetto...il problema è che dopo due settimane voleva portarmi a letto. Fortunatamente sono una ragazza con la testa sulle spalle, e rifiutai.
Questa relazione durò un mese, fino ha quando scoprì che stava con una ragazza più piccola di me che...come posso dirlo in modo meno volgare? Ecco: aveva difficoltà a tenere le gambe chiuse.
Storia #4
La più dolorosa. E anche la più lunga.
Conobbi questo ragazzo di Roma su Facebook grazie ad interessi comuni, e ci siamo stati simpatici fin da subito. Dopo un po' cominciammo a capire che c'era qualcosa di più che una semplice amicizia così, dopo tre mesi che ci conoscevamo, mi chiese se volessi diventare la sua ragazza. Fui felicissima, camminavo sulle nuvole. Stavamo bene insieme, l'unica pecca era la distanza.
A volte riuscivo a sentirlo più vicino rispetto alle persone che mi stavano intorno ogni giorno, tanto per farvi capire quanto mi piaceva.
Arrivò anche il fatidico "Ti amo" e lì iniziò una relazione vera e propria.
A San Valentino del 2011 c'eravamo promessi di farci dei regali speciali, così gli mandai un video (niente di porno, sia chiaro) dove dicevo quello che provavo per lui, e glielo mandai. Lui mi promise una lettera...che non arrivava. Arrivato marzo, ero ancora lì che l'aspettavo. Un giorno dissi ad una mia cara amica che ero triste ed arrabbiata per il fatto che non mi fosse arrivata alla lettera...la mia amica non lo va a dire a lui che, naturalmente, viene ad arrabbiarsi con me? Alla fine ho scoperto che la lettera non me l'aveva mai spedita...come molte altre lettere e svariate cartoline.
Da lì in poi, fu una gran fatica. Non riuscivamo mai a vederci, e gli cominciò a piacere anche una mia amica che, grazie al cielo, se ne accorse e me lo disse. Chiusi un occhio, anche se non l'avrei dovuto fare.
Ho passato praticamente 4 mesi a piangere per lui, e delle volte riusciva a dirmi che non gli ero vicino come voleva lui...e io che avrei dovuto dire, allora?
Ero triste e depressa. Non avevo più voglia di uscire, di ridere...insomma, zero voglia di vivere. Cominciava a non interessarsi più di me, non mi chiedeva manco più "Come stai?".
Un giorno di inizio settembre 2011 mi disse: "Amore, lo sai che vengo a Bologna? Non per te, per la partita Roma - Bologna...se ho del tempo ci vediamo, ok?"
Dopo questa, lo lasciai. A quanto pare, una partita di calcio era più importante che vedere me, naturalmente.
Oltre alla distanza, credo che questa relazione sia stata così dolorosa e complicata perché sono state troppe le cose che non ci siamo detti, e per il fatto che alcune mie amiche si son volute mettere in mezzo a noi, credendo di fare il mio bene.
Oggi, forse, ho cambiato qualcosa.
Ho detto ad un mio amico che conosco da qualche mese che mi piace. Ha detto che ci deve riflettere, e spero con tutto il cuore che non decida di rimanere solo amici, perché sinceramente sono stanca di essere presa per i fondelli dall'amore.
Cupido...almeno per stavolta, fai centro...ti prego!